Migliorare le relazioni con la psicoterapia

«L’attaccamento originario svolge la funzione di prototipo della sicurezza interiore per l’intera vita della persona, di un bisogno che persiste nel tempo di una base sicura dalla quale la persona parte per vivere con fiducia la vita in modo autonomo».
(Erving Polster, “Psicoterapia del quotidiano”)
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La bidirezionalità della prime relazioni consentono al bambino lo sviluppo di un senso di sicurezza e di fiducia in sé, nonché un rafforzamento della relazione tra lui e l’adulto.
Se l’adulto sarà responsivo e competente, il bambino si sentirà parte della famiglia, anche nei momenti più critici del suo ciclo di vita. Si instaura così un circolo virtuoso in cui il bambino accrescerà la sua autostima e la capacità di gestione delle situazioni in cui dovrà confrontarsi. Se qualcosa non funziona in questo primo prezioso scambio relazionale, il bambino potrà mettere in atto comportamenti che possono aiutarlo a difendersi, anche se in modo disfunzionale per la sua crescita e il suo benessere futuro. L’indisponibilità dell’adulto di riferimento, da cui il bambino dipende per la sua protezione e sopravvivenza, creerà nel bambino una vulnerabilità verso la paura della perdita dell’altro.

Questo primo scambio relazionale e la conseguente sicurezza (o insicurezza) interiore che il bambino sviluppa sono connessi alla futura capacità di autorealizzazione.
La capacità di affrontare gli eventi in momenti critici o di cambiamento, dipenderà proprio dal senso di sé che si è potuto sviluppare in questa fase della vita.

Il senso di sé e l’autostima si formano e si costruiscono in funzione di tale relazione primaria. La sicurezza interiore e il senso di autostima richiedono la capacità
di integrare due bisogni: il bisogno di autorealizzazione (essere se stessi) e il bisogno di appartenere.

La teoria dell’attaccamento sostiene che il bambino costruisce delle rappresentazioni
di sé e della figura di attaccamento chiamate Modelli Operativi Interni (MOI).
MOI contengono la rappresentazione di sé e del caregiver nelle relazioni di attaccamento, organizzano pensieri e ricordi e guidano i comportamenti futuri di attaccamento. Le esperienze di attaccamento nell’infanzia influenzano lo stile di personalità e di relazione nell’età adulta, regolano l’adattamento all’ambiente e alle persone.
I MOI filtrano l’informazione in entrata, l’elaborazione delle informazioni in uscita, innescando processi di attenzione selettiva, percezione selettiva, memoria selettiva, questo in modo inconsapevole per l’individuo. Possiamo collocare i MOI nel livello cognitivo-verbale, il livello che ci connette con il mondo attraverso la cognizione, ovvero il nostro modo di pensare, le nostre idee, il nostro linguaggio, la nostra cultura.

Si può affermare che un attaccamento sicuro predispone a relazioni stabili e gratificanti, ciò è dovuto alla fondamentale funzione di rendere l’individuo capace di appoggiarsi al Sé per evocare l’altro in un periodo di assenza, per colmare il vuoto prima della riunione o prima che l’attaccamento si ristabilisca; in modelli di attaccamento precoce insicuro tutto questo non avviene ma si può intervenire perchè possono essere riorganizzati.

Questo è ciò che accade nella psicoterapia: nel rapporto con il terapeuta il paziente ha l’occasione di ricevere una risposta alle sue esigenze di attaccamento diversa da quella ricevuta prima dai genitori e poi da eventuali partner affettivi.
Nella relazione psicoterapeutica, l’individuo può cambiare le proprie aspettative sull’ambiente e sugli altri, quindi cambiano i suoi MOI.

Il terapeuta si pone come base sicura, offre disponibilità emotiva, empatia e sostegno, conforta, aiuta a regolare le emozioni, e questo fa sì che il paziente possa dipendere e poi andare verso l’autonomia.

4 risposte a "Migliorare le relazioni con la psicoterapia"

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  1. può accadere ma non è utile al processo terapeutico, l’alleanza terapeutica consiste in una condivisione di obiettivi e in un rapporto di fiducia che serve a lavorare insieme verso un cambiamento voluto in primis dal paziente.

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