Deprivazione affettiva

Può essere estremamente doloroso, addirittura devastante, quando nel momento in cui ci sentiamo amati per qualche ragione ci viene tolto quell’amore attraverso l’abbandono o attraverso la deprivazione. In quei momenti di pura sofferenza non siamo consapevoli di trovarci di fronte ad un malessere esistenziale, riversiamo la rabbia e la frustrazione verso chi ci ha messo in quella situazione.

In ogni relazione intima capiterà di sentirsi deprivati e abbandonati; è difficile da accettare ma fa parte del gioco della vita. Nessuno potrà mai riempire i buchi lasciati da deprivazioni antiche, né potrà mai salvarci dal fatto che fondamentalmente siamo soli e che da soli dobbiamo fare i conti con noi stessi. Solo attraverso l’esperienza della deprivazione, imparando a contenere la delusione e la frustrazione di non avere quello che vogliamo, possiamo crescere interiormente, sviluppando fiducia in noi stessi. Senza questo passaggio non cresceremo mai, rimarremo sempre bambini che si aspettano che gli altri e il mondo diano loro ciò che vogliono.

Possiamo sentirci deprivati quando la persona che amiamo fa o dice qualcosa che ci fa sentire separati da lei; oppure quando un’amica o amico manifestano mancanza di attenzione nei nostri confronti; o ancora quando sentiamo che l’altro è disonesto e manca di integrità o addirittura quando l’altro frequenta amici che non ci piacciono o ama vedere film che non ci piacciono.

La deprivazione e l’abbandono sono due facce di una stessa ferita, ma non si manifestano nella stessa maniera. Nella deprivazione è come ricevere continuamente piccole dosi di abbandono e c’è sempre qualcuno verso cui provare rabbia, frustrazione e delusione tanto che la nostra energia viene distolta dal provare dolore per quello che ci accade, focalizzandosi sull’accusare l’altro. Veniamo catapultati nello stato bambino che sente che non dovrebbe essere trattato in quel modo, nascosta dietro alla nostra reazione di accusa, rabbia, rassegnazione e allontanamento che spesso compare quando non otteniamo quello che vogliamo c’è uno spazio di grande paura. E’ la stessa paura di separazione dall’amore, la paura di rimanere per sempre soli.

Con la deprivazione questa esperienza di abbandono avviene in dosi più piccole ma più frequenti. Sono momenti in cui senza averne la piena consapevolezza riviviamo dolorose e intollerabili esperienze antiche, gli echi di quella profonda ferita che ci è stata inferta nell’infanzia. L’esperienza dell’abbandono, si può declinare nel vissuto di un genitore che se ne è andato via di casa quando eravamo piccoli, o di un genitore che era spesso assente fisicamente o emozionalmente, o ancora nel non aver avuto la percezione di essere stati visti, ascoltati, voluti o nell’aver sentito la pressione di pretese e aspettative nei nostri confronti vissute come condizione per essere accettati. Si tratta di mancanza di empatia, cura, protezione, nutrimento, attenzione guida.

Nessuno ha avuto un’infanzia perfetta, ma anche se avessimo avuto un “perfetto” nutrimento fisico ed emozionale sentiremmo ugualmente dentro di noi un vuoto. Quel vuoto che è necessario affrontare per diventare adulti, quel vuoto che nasce dalla primaria esperienza di deprivazione e abbandono che abbiamo vissuto: lasciare il grembo materno.

Crescendo, teniamo per lo più sepolti il dolore e la paura di questo abbandono, finchè non ci permettiamo di avvicinarci a qualcuno, allora vengono in superficie, minando a volte la relazione che stiamo vivendo. Molte relazioni naufragano per la mancanza di comprensione del fatto che, in qualsiasi legame, se vogliamo andare in profondità nell’intimità con l’altro, dovremo incontrare spesso la deprivazione.

La strada utile è quella di diventare pienamente consapevoli e sentire i modi in cui, nell’infanzia, abbiamo vissuto l’essere deprivati e abbandonati. Mentre regrediamo allo stato bambino cerchiamo disperatamente di scappare dal panico che deriva nel sentirsi deprivato e abbandonato, c’è una parte del nostro essere che ne è attratta, una parte di noi che sa che, imparare a sentire, stando in quella paura, è un fondamentale rito di passaggio sul cammino verso la riconquista di sé.

Certamente quanto più fummo deprivati nella nostra infanzia tanto più difficile sarà affrontare la deprivazione e l’abbandono, ma la nostra esperienza è che a nessuno vengono risparmiati quella paura e quel dolore. Attraversare queste esperienze vuol dire aprire la porta per connetterci direttamente con noi stessi, per sviluppare quella fiducia necessaria a capire che siamo noi a doverci sostenere e a prenderci cura di noi stessi.

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