I meccanismi di difesa

Per comprendere il funzionamento dei meccanismi di difesa occorre prima dare uno sguardo all’architettura della mente, secondo la prospettiva psicoanalitica freudiana, possiamo distinguere tre grandi protagonisti: 

Es, Io e Super-Io.

L’Es è la sede delle pulsioni, gli istinti primordiali, tutti quei desideri che vorremmo fossero soddisfatti interamente ed immediatamente.

PULSIONI

Il Super-Io è una sorta di guardiano, l’Istanza che sovrintende il rispetto delle regole sociali, educative e che ci spinge a frenare i nostri impulsi. LIMITI

L’Io si situa nel mezzo, è l’istanza che ha a che fare con la realtà e che continuamente deve mediare tra le richieste del mondo reale, i limiti imposti dal Super-Io e le pulsioni libidiche dell’ES.

REGOLATORE

I meccanismi di difesa entrano in gioco quando le pulsioni sono troppo intense o fanno riferimento a desideri inaccettabili dalla società o dall’individuo stesso, è come se la persona volesse/dovesse difendersi dai suoi stessi desideri.

Ci sono innumerevoli meccanismi che agiscono spesso insieme per fronteggiare la minaccia. La loro presenza non è necessariamente indice di patologia, ma possono essere il segnale di una personalità problematica.

Ognuno di noi presenta dei meccanismi di difesa, ma la scelta di quali emergono in ciascuno di noi dipende da alcuni fattori: il temperamento, le difese dei propri genitori, i meccanismi difensivi che in qualche modo sono stati “rinforzati” dall’educazione e le problematiche infantili.

Nei casi di disagio psicologico, i meccanismi difensivi cambiano in base al proprio stato patologico:

quando ci sono delle nevrosi in atto (ma anche nel loro farsi) le difese cercano di contenere l’ansia o altri stati emotivi molto intensi. Tipicamente si può assistere alla rimozione , alla formazione reattiva o all’intellettualizzazione. I meccanismi di difesa attivi in caso di psicosi sono quelli che compromettono il rapporto con la realtà generando un allontanamento (negazioni, allucinazioni, ecc. Nei casi borderline emergono i meccanismi di difesa più primitivi che agiscono sulla struttura dell’Io. In questo caso la difficoltà è quella di gestire le relazioni affettive: idealizzazione e proiezione.

Un’ultima precisazione riguarda la natura dei meccanismi di difesa: si distinguono in primari e secondati. I primi nascono e si strutturano durante l’infanzia, mentre i secondi sono più evoluti e più legati anche al linguaggio.

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