​L’amore ha bisogno di coraggio per crescere e non di paura.

Per comprendere un motivo che genera la paura di amare si può riflettere sulle due radici della gelosia.

La prima è il senso di vulnerabilità, inferiorità. Le azioni del geloso (controllo, investigazioni, aggressioni e vendette) nascono da lì, dal proprio senso di inferiorità. Per allontanare la propria vulnerabilità, il geloso costruisce grandi mura di orgoglio e intona inni al proprio valore. La seconda radice è più vicina a una forma di relazione oggettuale, il modo in cui nella mente si prevede andranno i rapporti. Di solito funziona così: si brama l’amato ma si teme di non essere alla sua altezza e che qualcuno più potente lo conquisterà. L’angoscia è insostenibile. La vita affettiva si plasma intorno al bisogno di controllare la perdita temuta.

Per semplificare si possono individuare quattro ipotetici profili: gelosia ossessiva, depressiva, associata ad ansia da separazione e paranoide.

Le tipologie di gelosia si caratterizzano per i seguenti aspetti: nella forma ossessiva, sono presenti sentimenti ego-distonici ed intrusivi di gelosia che la persona non riesce a far cessare; nella forma depressiva, la persona prova un senso di inadeguatezza rispetto al partner, aumentando il rischio percepito di tradimento; nella forma con associata ansia da separazione, la prospettiva di una perdita del partner appare intollerabile, e vi è un rapporto di dipendenza e di continua ricerca di vicinanza; nella forma paranoide, vi è un’estrema diffidenza e sospettosità, con comportamenti controllanti ed interpretativi.

Nell’ambito della psicologia che si occupa delle differenze individuali la persona gelosa viene vista quasi sempre come introversa, meno sicura di sé, con un alto grado di nevroticismo. Infatti un risultato comune in molte ricerche è la coesistenza di gelosia e bassa autostima ovvero insicurezza e tendenza a vedersi colpevoli dei propri fallimenti relazionali.

Al solo pensiero di essere tradito, il geloso si sente disperato e senza un futuro, la sua perdita è segno di sconfitta e fallimento personale. Talvolta più che previsioni catastrofiche ben definite il soggetto sperimenta una sorta di buio totale: questo scenario non è rappresentato nella sua mente ed è proprio questa assenza di prospettive a renderlo massimamente minaccioso.

La gelosia, se eccessiva, sfocia nella possessività, cioè possedere l’altro e la sua libertà. La libertà è la fiducia che permette di vivere una vita di coppia felice. Il controllare l’altro è il manifestarsi di una profonda insicurezza relazionale che ha origini antiche. Chi è possessivo è fragile, insicuro, e si definisce con l’altro e nell’altro.

Alcune indicazioni per rompere il ciclo della gelosia:

  • Prova a fidarti del tuo compagno, la fiducia è alla base di un rapporto
  • Non confrontarti costantemente con gli altri, sei unico e per questo speciale
  • Le persone non sono una proprietà, prova ad accettare che la vita vada avanti anche senza l’altro
  • Allenta la presa e prova a mostrarti rilassato
  • Non confondere la fantasia con la realtà
  • Usa l’immaginazione per sentirti meglio e non peggio

La definizione prima e il ridimensionamento poi del danno temuto sono operazioni fondamentali per uscire dalla sofferenza della gelosia.

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