disabilità

Affrontare il tema della disabilità significa esplorare un universo al centro del quale ci sono persone, famiglie e contesti di vita. La psicologia può essere uno degli strumenti principali per realizzare l’emancipazione delle persone con disabilità e per risolvere la sofferenza dei familiari.

L’intervento di aiuto dello psicologo mette il focus sulla possibilità di crescere anche se gravi limitazioni dell’autonomia personale riducono le proprie possibilità; si passa dai vecchi modelli dell’assistenzialismo e della medicalizzazione ad un progetto di vita nel quale sia possibile sviluppare le risorse e le potenzialità indispensabili per mantenere il proprio stato di benessere.
Lo psicologo è colui che movimenta le energie emotive e aiuta a ideare creativamente strategie per affrontare le difficoltà quotidiane legate alla disabilità; aiuta la persona con disabilità a non farsi condizionare da quello che le persone pensano sul suo conto e a mostrarsi nella sua autenticità, con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue difficoltà e le sue risorse; incrementa il livello di assertività della persona con disabilità, facendo in modo che elabori la rabbia distruttiva e allo stesso tempo sia in grado di comunicare efficacemente i propri desideri e bisogni; agevola l’emergere della rabbia e del dolore causati dalla disabilità, per favorirne l’integrazione con i sentimenti d’amore verso il congiunto; aiuta la persona con disturbi cognitivi e dell’apprendimento ad elaborare strategie per compensare le difficoltà determinate dai limiti intellettivi e potenzia al massimo le risorse di autonomia per favorire l’integrazione sociale e il benessere.

E’ evidente l’importanza di un sostegno per la famiglia per riuscire ad affrontare serenamente le molte “sfide” e compiti a cui sono sottoposti i genitori (il momento della diagnosi, i primi anni di vita, la fanciullezza e l’adolescenza, l’età adulta, la vecchiaia ecc).I genitori e i famigliari delle persone con disabilità sono i motori principali  per creare un ambiente facilitante e piacevole.

Il contributo dello psicologo può riguardare anche gli operatori, prevenendo il rischio di burn-out [particolare tipo di stress lavorativo, N.d.R.]. La precarietà delle condizioni di lavoro nel sociale e le difficoltà insite nelle attività di supporto a persone con disabilità, soprattutto nei casi gravi, mettono infatti l’operatore a rischio di sviluppare sentimenti di impotenza e delusione. Lo psicologo può aiutare a stilare piani di trattamento e/o riabilitativi realistici, favorire l’elaborazione dei sentimenti di rabbia o di quelli più dolorosi, fornire contesti per rigenerarsi dallo stress, fornire strumenti e spazi di riflessione per aiutare gli operatori a superare i momenti di maggiore difficoltà e migliorare la qualità del loro lavoro.

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