Diventare grandi

«Tu chi sei'?» Disse il bruco.
«Io... io, ora come ora, non lo so più, signore
almeno, so chi ero quando mi sono alzata stamattina, 
ma credo di essere cambiata parecchie volte da allora».

(Da Alice nel paese delle meraviglie di L. Carroll)

Crescere fa nascere pensieri e sentimenti prima non conosciuti; si lascia sempre qualcuno o qualcosa e si prova nostalgia, ma si imparano anche cose nuove e questo è molto gratificante. Si comincia ad avere un passato di ricordi, di cose da dimenticare, di bisogni, e di desideri.

Problematiche delle persone con disabilità

Nel corso di questi anni le problematiche riguardanti le persone con disabilità hanno stimolato la necessità di ricercare soluzioni sempre più idonee che, per quanto possibile, evitassero il rischio di “istituzionalizzare” e la conseguente separazione di queste persone dai normali contesti di vita familiare e sociale.

É necessario offrire ai ragazzi e alle loro famiglie opportunità ed esperienze di crescita personale, dove ognuno possa imparare a effettuare le normali attività quotidiane (lavare i piatti, andare a comprare il pane, prepararsi, preparare gli indumenti)

Credo nella possibilità di progetti che possano rispondere a questo grande bisogno di promuovere la vita autonoma ed indipendente delle persone disabili, pur nell’idea di un contesto semi-protetto determinato dalla presenza di figure professionali. 

Obiettivi del progetto

L’obiettivo generale deve essere quello di creare un ambiente confortevole e tranquillo, dove si possano sviluppare e potenziare le abilità che ogni ragazzo ha, dove poter invitare gli amici e dove ritrovare ed esprimere i propri ritmi e le proprie abitudini. Progetti con gruppi di 5/6 persone in modo da seguire in modo individualizzato i piani educativi.

Gli obiettivi da raggiungere dovrebbero riguardare:

  • autonomia sociale personale;
  • acquisizione di competenze specifiche per vivere in una casa indipendentemente dai genitori (preparare il pranzo, cena, rifare i letti, pulizie, andare a fare la spesa, curare la propria persona, ecc.);
  • integrazione sul territorio;
  • imparare a vivere in comunità e condividere lo spazio;
  • garantire ai cittadini disabili pari opportunità nei percorsi di vita autonoma

Le attività promosse

Le attività dovrebbero essere centrate su specifiche autonomie:

  • comunicazione: saper chiedere, saper dare i propri dati, usare i telefoni pubblici;
  • orientamento: leggere e seguire indicazioni stradali, saper individuare punti di riferimento, riconoscere fermate di autobus e taxi;
  • comportamento stradale: attraversamento, semafori;
  • uso del denaro: acquisizione del valore del denaro, riconoscimento, conteggio, corrispondenza prezzo-denaro, riconoscimento del resto corretto;
  • uso dei servizi: corrispondenza prodotto-negozio, supermercati, negozi di uso comune, bar, cinema, bowling, uffici postali, mezzi pubblici.

 

Autonomia personale

In questi anni, si è fatta sempre più strada, la convinzione dell’importanza dell’educazione all’autonomia intesa non solo come capacità di acquisire competenze, ma il riconoscersi e l’essere riconosciuti grandi, ritrovando così, in questo cambiamento dalla condizione di bambino a quella di adolescente, motivazione nell’assumere nuovi comportamenti e nel superare le inevitabili difficoltà nel processo di inserimento sociale.

Una buona autonomia personale è il prerequisito fondamentale per l’inserimento sociale e lavorativo di giovani e adulti con handicap mentale.

Il tema dell’educazione all’autonomia assume un particolare risalto nell’età adolescenziale, momento in cui i ragazzi con disabilità, così come tutti gli adolescenti, iniziano a manifestare desiderio di distacco dei genitori e mal sopportano le loro richieste.

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