La finzione che sostiene la realtà

Le finzioni corrispondono sia a schemi cognitivi sia a “immagini-ricordo” dotate di significato simbolico, prevalentemente inconsce. In sintesi, ogni processo psicologico deriva da un processo psicologico precedente; l’esperienza passata costituisce la guida per preparare il futuro e le finzioni sono rappresentazioni aperte verso il polo progettuale dell’individuo, animate da una tensione verso una meta ideale.

Le psicologie dinamiche intendono generalmente per regressione un ritorno, a scopo inconsciamente auto-protettivo, verso forme precedenti dello sviluppo del pensiero, delle relazioni emotive, affettive, oggettuali, nonché delle modalità comportamentali.

Ogni movimento regressivo è legato all’impossibilità di esprimere diversamente alcuni vissuti in base a come si è strutturata precocemente l’esperienza, ma può contenere un germe innovativo attraverso il re-incontro con ciò che manca, con l’inferiorità e con il deficit.

Le finzioni consce ed inconsce si articolano, dunque, in immagini simboliche mobili, che si proiettano cioè verso il passato e verso il futuro.

 

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